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Il canton Ticino limita l'operatività degli artigiani italiani in terra svizzera.
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Il canton Ticino limita l’operatività degli artigiani italiani in terra svizzera.

5 febbraio 2016

Grazie alla LIA-“Legge imprese artigiane”, il Cantone svizzero blocca di fatto gli ingressi degli artigiani italiani, lombardi e piemontesi in particolare. Ammesso solo chi si iscrive a un apposito Albo

Il Canton Ticino introduce una legge che penalizza in modo forte gli artigiani italiani, in particolare le categorie di falegnami, carpentieri metallici, serramentisti, vetrai, piastrellisti che lavorano oltre frontiera.  E’ la LIA-“Legge imprese artigiane”, introdotta lo scorso marzo, e il Regolamento attuativo del 20 gennaio 2016 li costringono, per poter lavorare, a iscriversi un apposito Albo. Altrimenti, multa fino a 50 mila franchi.

L’obiettivo del provvedimento è “favorire la qualità dei lavori delle imprese artigianali che operano sul territorio cantonale, a migliorare la sicurezza dei lavoratori e a prevenire gli abusi nell’esercizio della concorrenza”.

Di fatto si blinda il mercato dell’edilizia ticinese, proteggendo gli operatori locali dalla concorrenza di artigiani italiani il cui servizio è molto apprezzato in terra svizzera.

Resta salvo il diritto per gli operatori esteri di iscriversi all’Albo delle Imprese Artigiane. Questa però la burocratica documentazione richiesta:

a) estratto dell’iscrizione della ditta al registro di commercio, fatta eccezione per le imprese che fanno parte di enti pubblici;

b) estratto del casellario giudiziale delle persone fisiche iscritte nel registro di commercio in qualità di titolari o membri dell’organo esecutivo;

c) fatta eccezione per le nuove imprese, il certificato di solvibilità della ditta e i certificati comprovanti l’avvenuto pagamento dei tributi elencati all’art. 9 cpv. 2 lett.

a) relativi all’anno precedente nonché l’attestazione prevista dall’art. 9 cpv. 2 lett. b);

d) dichiarazione sulla copertura assicurativa di cui all’art. 9 cpv. 2 lett. c);

e) atti comprovanti il rispetto dei requisiti professionali e personali da parte del titolare o membro dirigente effettivo, e meglio:

– diplomi e titoli di studio richiesti nell’allegato;

– attestati e referenze concernenti l’attività pratica;

– certificato di solvibilità personale.

In aggiunta, per le imprese straniere, anche questi documenti:

-Qualora il titolare o il membro dirigente effettivo sia in possesso di diplomi esteri, alla richiesta va inoltre allegato il riconoscimento dei diplomi o dei certificati esteri da parte della Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI) o di altre autorità competenti.

– Le imprese e gli operatori esteri che intendono fornire una prestazione di servizio per un periodo massimo di novanta giorni per anno civile, devono dapprima effettuare la dichiarazione prevista dall’art. 2 della legge federale sull’obbligo di dichiarazione e sulla verifica delle qualifiche professionali dei prestatori di servizi in professioni regolamentate (LDPS) tramite l’apposito sistema online della SEFRI. Con l’apposito modulo previsto dal capoverso 1 essi devono inoltre produrre:

a) la prova autenticata dell’iscrizione nel registro professionale dello Stato di residenza (visura camerale o titoli equivalenti);

b) la prova documentale autenticata dell’adempimento di tutti gli obblighi contributivi relativi all’anno precedente nei confronti delle istituzioni sociali e di quelle previste dai contratti collettivi di lavoro dello Stato di residenza;

c) gli atti comprovanti il rispetto dei requisiti professionali e personali da parte del titolare o membro dirigente effettivo di cui al capoverso 2 lettera e).

La  legge pone anche limiti temporali stretti per l’iscrizione all’Albo:  “In ogni caso tutte le imprese che intendono iscriversi all’albo delle imprese artigianali sono tenute a inoltrare la domanda prevista dall’art. 14 entro sei mesi dall’entrata in vigore di questa legge”. La LIA è entrata in vigore il 1° febbraio 2016.

I titolari dei requisiti di cui all’art. 6 devono inoltre adempiere ai seguenti requisiti personali:

a) avere l’esercizio dei diritti civili;

b) non avere subito, in Svizzera o all’estero, condanne penali per atti contrari alla dignità professionale;

c) godere di ottima reputazione;

d) non essere gravati da attestati di carenza beni e non essere stati, negli ultimi cinque anni, dichiarati in fallimento;

e) non essere stati oggetto, negli ultimi cinque anni, di decisioni di revoca dell’autorizzazione a esercitare la professione da parte delle competenti autorità

Per contro si constata che l’Italia resta a guardare nella difesa del Made in Italy, riconosciuto e apprezzato nel settore dell’abitare. Nel comparto dei serramenti si assiste ogni giorno all’ingresso di competitor low cost che spesso operano in assenza di chiare e precise regolamentazioni improntate alla sana concorrenza.

 

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